mounumenti a Kos

Il platano di Ippocrate. Proprio davanti ad uno degli ingressi del castello dei Cavalieri, si erge un imponente ed enorme platano. Questo albero, perenne, “il platano di Ippocrate” come viene chiamato dagli abitanti di Kos ha un perimetro di più di 10 metri.

E’ naturale che la vita di quest’albero sia legata a parecchi miti e leggende in cui realtà e fantasia si mescolano spesso e volentieri. Sembra che questo fosse il luogo in cui Ippocrate insegnava ai suoi allievi, e che sotto quest’albero abbia predicato San Paolo, nel primo secolo

i bastioni del Castello di Kos
i bastioni del Castello di Kos

Dopo Cristo. Anche se non sono ipotesi confermate, l’albero comunque è più che millenario.

Le basiliche dei primi cristiani, davanti alla Spiaggia di Agios Stefanos, nella baia di Kefalos, a 40 chilometri circa dal capoluogo Kos, datano quarto quinto secolo DC, con aggiunte più recenti. Quella verso sud è una basilica a tre navate, con due file di colonne, un arco semicircolare ad est ed un nartece (l’atrio delle prime basiliche cristiane) rettangolare ad ovest. La navata laterale centrale era ricoperta ai lati da una parete di marmo, l’unica parte conservatasi fino ad oggi. Il nartece ha due entrate, ed una grande scala conduce all’atrio vero e proprio. Ci sono altre costruzioni conservatesi nel tempo sul lato sud della chiesa, una, leggermente curva, potrebbe essere stata la sacrestia. Tutti i pavimenti della chiesa sono coperti di bei mosaici, mentre alcune decorazioni scolpite restano sulle pareti di marmo rimaste in piedi. La basilica situata a nord è anch’essa a tre navate ma più piccola. La caratteristica di questa basilica sono le colonne alternate a pilastri che dividono le tre navate. Anche qui troviamo l’arco semicircolare ad est, dove si vede ancora una parte dell’altare di marmo. Il luogo è stato riportato alla luce grazie agli scavi compiuti dagli italiani negli anni ’30. Attualmente vengono fatti lavori di restauro e di conservazione dei pavimenti mosaicati. D’estate sul posto vengono organizzati spettacoli culturali, concerti e teatro soprattutto.

La chiesa di Agios Ioannis Prodromos (San Govanni Battista), spesso chiamata “Epta Vimata„ (“i sette punti/conchs “) è dedicata al santo ed è situata a sud della città di Kos, all’interno del cimitero della città. La visita all’antica chiesa, fra gli alti e verdi alberi di cipresso è molto piacevole ed il luogo è ideale per scattare foto.

Il castello di Neratzia, o castello di Kos è situato all’entrata del porto di Kos. Il luogo, in passato era un piccolo isolotto, collegato all’isola di Kos da un ponticello.

Il materiale utilizzato nella costruzione è la pietra locale e parecchie parti architettoniche delle costruzioni antiche che si trovavano sull’isola. Un grande fregio del periodo ellenistico si trova intarsiato davanti all’ingresso centrale, mentre alcune colonne di basalto disposte in obliquo sopra gli ingressi probabilmente provengono dalla basilica cristiana che si trova davanti al porto.

Si possono ammirare parecchi blasoni medioevali dei cavalieri che hanno dominato l’isola. A sinistra, dopo aver percorso il ponte, c’è la più antica costruzione conservata nel castello. È una torretta circolare decorata con i blasoni dei Grandi Maestri del quindicesimo secolo. L’antica costruzione dei cavalieri nella parte settentrionale, restaurata durante il periodo della dominazione italiana di Kos (1912-1947), attualmente è usata come museo architettonico di Kos ed ospita una mostra di sculture, altari, iscrizioni e pezzi di architettura trovati nella zona.

La sinagoga. A Kos la comunità ebraica era molto numerosa, sebbene abbia patito diverse persecuzioni, come nel periodo del dominio dei Cavalieri di San Giovanni che l’hanno dispersa. Caduta nelle mani degli ottomani, l’isola ha visto il ritorno degli ebrei che si sono impiegati soprattutto nel commercio e nel traffico di merci. Durante la seconda guerra mondiale la comunità è stata nuovamente distrutta ad opera dei nazisti, che hanno deportato tutti gli ebrei nei campi di concentramento tedeschi. Attualmente la sinagoga è utilizzata per eventi culturali.

L’altare di Dioniso, situato a breve distanza dall’agorà e dal porto della città di Kos, è un bell’esempio di altare del periodo ellenistico. La parte conservata è del secondo secolo Avanti Cristo, periodo in cui Kos era particolarmente fiorente, vista la quantità di monumenti dell’epoca che sono rimasti.

L’Odeon di Kos comprende lo spazio a sud delle antiche rovine, ad ovest della Casa Romana che è stata restaurata, vicino all’antico teatro. Le iscrizioni che si trovano sul luogo indicano che la parte che oggi si vede è stata costruita sopra costruzioni ancora più antiche, probabilmente edifici pubblici. E’ orientato da nord a sud, con il “koilon” ovvero il posto dove siedono gli spettatori a sud e la scena e lo spazio per l’orchestra a nord. La parte degli spalti, il “kolion” è costruito su colonne che reggono degli elementi curvi. Al di sotto due gallerie semi- circolari, e molte piccole stanze, probabilmente laboratori e camerini degli artisti. La costruzione, datata primo e secondo secolo dopo cristo, serviva come area per spettacoli musicali e per le riunioni della Gerousia, una delle forme di autorità locali. La scoperta ed il resauro del luogo sono stati eseguiti dagli italiani negli anni ’30.

Asklepieion è il monumento antico più noto dell’isola. Situato a 3.5 chilometri alla città di Kos. Il monumento è costruito sul pendio di una collina che sovrasta la zona, con un’eccellente vista sul mare se sul litorale dell’Asia Minore in faccia all’isola.

L’antica Agorà di Kos, si trova dopo il porto di Kos, sull’estremo est dell’isola. Dopo che la città di Kos era diventata, nel 366 Avanti Cristo il centro amministrativo dell’isola, erano stati costruiti, nella zona dell’antica agorà e del porto, parechi edifici pubblici e luoghi sacri. Tuttal a zona è stata riportata alla luce grazie al lavoro degli archeologi italiani che hanno operato lì nel periodo tra le due guerre. Dopo la fine della seconda guerra mondiale i lavori sono continuati ad opera dello stato greco. La costruzione più importante tornata alla luce è quella che presenta gallerie sui tre lati, a nod, ad est ed a ovest, che formano una sorta di atrio. La parte nord è collegata alle mura della città, mentre le due gallerie laterali comprendevano magazzini e ed attività commerciali. Il tutto si presume fosse lungo circa 300 metri. Ad oriente dell’agorà sono stati rinvenuti alcuni blocchi di case dell’antica città, dividi da vie larghe dai 4 ai 6 metri. Nei blocchi di case sono stati trovati diversi reperti archeologici ed oggetti dell’epoca, che ora sono esposti al museo Archeologico di Kos.

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