Il Museo Archeologico di Kos

Il Museo Archeologico di Kos si trova in una bella costruzione costruzione a due piani con tre ingressi sovrastati da archi. Al pianterreno si trovano molte sculture provenienti dagli scavi eseguiti dagli italiani sull’isola di Kos dopo il tremendo terremoto che distrusse molti edifici sull’isola nel 1933.

i bastioni del Castello di Kos
i bastioni del Castello di Kos

Le sculture occupano tre stanze che circondano l’atrio, in mezzo al quale è esposto un magnifico mosaico che rappresenta l’arrivo di Esculapio, il dio della medicina, sull’isola. Il primo piano è riservato ai vasi antichi, ma per il momento non è aperto al pubblico. Alcuni del mosaici esposti nel museo provengono da Rodi, e si trovano a Kos perchè gli italiani, che negli anni ’30 stavano restaurando il castello dei Cavalieri, li avevano trasportati a Kos per usarli come decorazioni del castello restaurato. Vari dei marciapiedi di mosaico, che dovrebbero essere visualizzati nel museo realmente sono trovati a Rodi, come italiani, negli anni 30 tardi li avévano trasportati là per decorare il palazzo famoso di grande padrone, che allora stava ristabilendo. I

Le collezioni più importanti del museo sono le seguenti:

1. La serie di terracotte preistoriche, e di oggetti metallici di uso giornaliero dell’età del bronzo (ventesimo dodicesimo secolo Avanti Cristo) ritrovati sulle colline di Serayia, nell’insediamento neolitico della caverna di Aspri Petra ( la pietra bianca) ed in altri siti archeologici. Questa collezione però non è aperta al pubblico.

2. La grande collezione di terrecotte del periodo “geometrico” a quello ellenistico, anch’essa chiusa al pubblico.

La collezione di sculture sia di uomini che di donne, del periodo ellenistico – romano, la maggior parte delle quali provengono da scavi eseguiti nella città di Kos (l’Odeon romano), da Pyli (il santuario di Demetra), e da altri luoghi dell’isola.

Le più importanti ed interessanti tra le sculture esposte sono:

Ippocrate: la statua di un uomo barbuto, che porta un abito, datata quarto secolo Avanti Cristo trovata durante gli scavi all’Odeon. La curiosità è che furono gli operai che lo scoprirono a dargli chiamarla Ippocrate.

Tre statue, due donne e un uomo barbuto, datate quarto-terzo secolo AC. Si pensa che le donne rappresentino la dea Demetra e sua figlia Persefone (Kore), mentre l’uomo sarebbe Pluto. Le iscrizioni sulla base indicano che le statue erano offerte votive di sacerdotesse ed altri individui di un piccolo santuario rurale.

Un bassorilievo di una tomba del terzo secolo AC, che rappresenta un giovane atleta eretto, che porta un indumento e che tiene una corona in segno di vittoria. Alcune lettere, “ΔΑΙΔ…„, intagliato sulla sua cassa, potrebbero indicare il suo nome. La statua è stata trovata alla zona del teatro romano.

Alcune statue di donne, del periodo Ellenistico (terzo – secondo secolo AC), che portano un indumento tipico di Kos.

Un “trapezophoron” (supporto di una tavola) del periodo ellenistico (secondo secolo AC), che è in effetti una copia di un originale più vecchio. E’ decorato con un bassorilievo che rappresenta Marsyas, in attesa di essere punito da Apollo.

Una pavimentazione di mosaico trovata nella casa romana restaurata, del periodo ellenistico, che rappresenta una scena di vita marina; un altra pavimentazione invece rappresenta l’arrivo di Esculapio a Kos ricevuto da Ippocrate. E’ datato terzo secolo Dopo Cristo.

Il mosaico di Hermes (secondo secolo DC) proveniente dalla casa del mosaico di Europa. Rappresenta il dio Hermes che si siede su una roccia vestito, e che tiene con se i segni del suo potere.

Un gruppo molto bello con Dioniso, Pan ed un Satiro che provengono dallo stesso luogo. Il gruppo rappresenta il dio Dioniso ubriaco, sostenuto dal Satiro, mentre Pan suona il flauto. Un piccolo eros ed una pantera siedono ai piedi di Dioniso.

Per concludere, c’è la statua senza testa di Esculapio, che tiene in mano un bastone con intrecciato intorno un serpente (un tipico simbolo del dio), insieme con Telesforo, il dio della guarigione, che siede ai suoi piedi. La statua è datata secondo secolo DC e proviene dalla stessa casa del mosaico di Europa.