Escursioni da Kos: Nysiros

Nisyros è la più giovane tra le aree vulcaniche presenti in Grecia, ed è, insieme con Methana, Milos e Santorini uno dei vulcani attivi ancora oggi. Le più antiche formazioni rocciose hanno 160 000 anni, mentre le più recenti hanno 15 000 anni e ricoprono l’intera isola.

La maggior parte del territorio di Nisyros è montagnoso, vulcanico e molto fertile. L’isola è composta di formazioni rocciose vulcaniche, con improvvisi alti e bassi formatisi durante le precedenti attività vulcaniche. Le varie formazioni rocciose, (basalto ecc.) sono state usate per la costruzione di vari edifici quali il Palaiokastro e la torre delle campana della chiesa di San Giovanni Teologo appena fuori del villaggio di Nikea. Le rocce sono coperte di depositi piroclastici (ovvero di materiale eruttivo) e di fango vulcanico.

E’ possibile che ci siano state due eruzioni circa 25000 anni fa. Nella zona orientale dell’isola, verso l’interno c’è una grande depressione, la cui parte più alta, verso occidente, costituisce la vetta più alta dell’isola. Il picco di San Giovanni si trova nella zona orientale ed è a circa 100 metri sul livello del mare. Nel 1956 sono state notate delle perture da cui fuoriusciva fumo, verso il lato ad occidente a sud di Rammos.

È possibile che il vulcano sia esploso nel 1442. Nel 1872, un’eruzione è stata accompagnata da terremoti, e fiammate. Cenere ed altri elementi eruttati dal vulcano hanno interessato la zona di Rammos. Durante l’eruzione del 1873 si è formato un cratere largo circa 6 – 7 metri che ha eruttato cenere e fango. La terra dei territori di Lakkoi e Rammos si sono allagate, la zona è diventata un lago di acqua calda e salata, eruttata dal cratere. La più recente eruzione violenta si è avuta nel 1888, per la quale si è formato un condotto di lava con un diametro di almeno 25 metri.

Il più grande cratere del vulcano, chiamato Polivotis, ha un diametro di 260 metri ed una profondità di 30m. Ci sono altri 5 crateri più giovani nella regione, il più grande dei quale è Stefanos con un diametro di 30 metri e con profondità analoga.

Il vulcano inoltre circonda una valle lunga 2 400 metri e larga 950 metri.

A circa 1,5 chilometri da Mandraki, il capoluogo dell’isola, si trova una sorgente di acqua calda, ricca di cloruro di sodio, che raggiunge la temperatura di 46 gradi. Sul luogo si trova uno stabilimento termale che accoglie i visitatori ed i clienti. Le vere e proprie sorgenti curative sono quelle che danno sul lato del mare. Lo stabilimento conta 65 stanze, ed è operativo a partire da giugno fino ad ottobre. C’è anche la sorgente di Thermianis, vicino alla piccola chiesa dedicata alla Vergine Maria, al confine nord del villaggio di Palos, che è conosciuta fin dall’antichità. Il contenuto di una targa, scoperta tra le rovine del grande corridoio dei bagni romani che erano operativi nella stessa zona, rafforza la credenza che il padre della medicina, Ippocrate, avesse scelto proprio questo luogo come centro fisioterapeutico e curativo.

Un centro terapeutico era operativo nella zona sin dal 1895 fino all’inizio degli anni 30.

Gli antichi stabilimenti sono tuttora in restauro, e non sono ancora operativi. La temperatura dell’acqua oggi si aggira sui 38 gradi, ma potrebbe salire ancora di 8 – 10 gradi se l’acqua verrà pompata. Una terza sorgente, molto nota, è quella della baia di Avlakios. Le acque venivano usate l’idroterapia prima che lo stabilimento fosse abbandonato. Oggi l’acqua calda ribolle per conto suo nel mare, e la temperatura raggiunge i 59 gradi.