Isola di Nissyros

Quello che appassiona i pochi turisti che si recano in vacanza a Nissyros, una delle piccole e bellissime isole di cui si può fregiare l’arcipelago del Dodecanneso, è proprio il fatto che qui si è totalmente distanti da quelle che sono le direttrici del turismo di massa nel Mare Egeo.

Qui la popolazione vive ancora, come in tempi remoti, di pesca ed agricoltura, e soprattutto quest’ultima, grazie ai terreni resi fertili dalla loro origine vulcanica, offre dei prodotti di squisita genuinità, che si potranno gustare nelle taverne tradizionali che si possono trovare sia nel capoluogo dell’isola, Mandraki, sia nei piccoli villaggi sparsi lungo i litorali.

Un paradiso non solo naturalistico ma anche per il pittoresco insieme dei villaggi, che presentano la tipica architettura greca di casette imbiancate a calce raggruppati dal mare alla collina retrostante.

Nissyros
Nissyros

Tra i monumenti interessanti Nissyros possiede un museo del folklore, ricco di oggetti e reperti che raccontano al visitatore le antichissime origini della presenza dell’uomo a Nissyros, il monastero di Panagia Spilianis, che risale al quindicesimo secolo, i resti di un antica fortezza del 4° secolo Dopo Cristo e il Kastro, eretto dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni.

Merita una visita anche il vulcano, Polyvotis, e le sorgenti di acqua calda di Loutra.

Essendo un’isola al di fuori delle rotte turistiche tradizionali, su Nissyros sono poche le possibilità di trovare una vivace vita notturna come si potrebbe invece scoprire a Rodi o a Kos, ma le serate trascorse in taverna e nei caffè, socializzando con gli isolani fino a tarda notte non faranno certo rimpiangere le sfrenate notti in discoteca.

Edifici italiani nel Dodecanneso

Tra le due guerre mondiali l’Italia governo amministrativamente l’intera area del mar Egeo compreso nell’arcipelago del Dodecanneso. Questa dozzina di grandi isole, che l’Italia acquisirà dall’Impero Ottomano come debito di guerra dopo la conquista della Libia, rimaste sotto i turchi per circa 500 anni conosceranno profonde trasformazioni delle infrastrutture proprio durante il governo italiano.

Strade e palazzi, ospedali ed edifici amministrativi, teatri e cinema, nelle isole del Dodecanneso una decina di architetti italiani costruirono secondo lo stile funzionalista in voga negli anni ’30: linee rigorose, geometrie semplici, eleganza ed un certo gusto coloniale sono le prime caratteristiche degli edifici che ancora oggi si possono vedere su molte delle isole dell’arcipelago. Sicuramente a Rodi, dove erano concentrati gli uffici amministrativi del governo italiano, dove sono tantissimi gli esempi di edifici civili e pubblici, molti dei quali continuano ancora oggi a rivestire la loro funzione originale.

Palazzine italiane a Lakki
Palazzine italiane a Lakki

Celebri il grande Casinò delle Rose, e, sull’estrema punta dell’isola verso nord il piccolo ed originale edificio dell’Acquario. Aggirandosi tra le vie della città nuova di Rodi ci si potrà imbattere in decine di villette e palazzine la cui architettura richiama evidentemente allo stesso stile architettonico.

Su altre isole analoghe soprese, come il Palazzo Municipale di Kos, che invece rappresenta quello stile arabeggiante e “moresco” che riprendeva alcuni stilemi della trascorsa “art decò”, di cui un sublime esempio sono le Terme di Callithea, sull’isola di Rodi.

Da ammirare l’intera cittadina di Lakki sulla piccola isola di Leros, in origine uno dei più importanti porti militari italiani nel Dodecanneso, le cui bianche palazzine affacciate sulla banchina di fronte al mare ricordano i dipinti metafisici dell’omonima avanguardia italiana di inizio secolo.

Isola di Kalymnos

L’isola di Kalymnos rappresenta un’interessante meta per un’escursione giornaliera per coloro che si trovano in vacanza in Grecia, in particolar modo nell’area dell’arcipelago del Dodecanneso, il gruppo di isole a sud della Grecia di fronte alle coste turche.

Piccola isola montuosa e semi arida, Kalymnos rappresenta una di quelle località da visitare per gustare ed assaporare il sapore genuino ed incontaminato della Grecia di un tempo.

kalymnos
Kalymnos

Qui le strutture turistiche, sebbene sviluppatesi nel corso degli ultimi decenni, non hanno stravolto il quotidiano ritmo lento e piacevole della vita degli isolani, il frenetico affaccendarsi dei pescatori al mattino, i bar e le taverne lungo l’area portuale, dove anziani e visitatori sostano per ore a gustarsi il piccante e fresco sapore di un ouzo accompagnato da gustose “mezedes” di pesce e molluschi.

Provvista di poche ma bellissime spiagge ed insenature, l’isola ha alcune caratteristiche che ne fanno una meta ideale per alcune particolari categorie di turisti, in particolare gli amanti di trekking e mountain bike, che qui si possono sfogare in percorsi di fascino notevole tra montagne e mare. Gli scalatori, che trovano altissime pareti in cui cimentarsi nelle risalite sopra allo specchio blu del mare.

Tradizione economica dell’isola da almeno tre secoli è la pesca delle spugne, un lavoro duro e pericoloso che i kalymnioti hanno svolto fino a pochi decenni fa. Testimonianza di questa attività i tanti negozi e magazzini strabordanti di soffici spugne, di tutte le dimensioni e tipi, un souvenir di sicuro successo da portare con se a ricordo del viaggio.

Isola di Kastelorizo

Kastelorizo è sicuramente una delle isole più famose per il pubblico italiano da quando in questa sperduta landa del Dodecanneso, all’estremo confine meridionale della nazione greca e proprio di fronte alla costa Turca il regista Gabriele Salvatores girò le scene di un film pluripremiato, Mediterraneo.

L’ambientazione, per chi vi arriva via nave, sembra a prima vista essere rimasta tale quale quella del film, ed ancora oggi l’incontaminato paesaggio della piazza centrale dell’unica città dell’isola, Megisti, con le case bianche accecanti di calce, le piccole taverne tradizionali e gli anziani seduti ai tavolini ad assaporare ouzo e caffè turco restano l’immagine più caratteristica dell’isola.

Kastelorizo
Kastelorizo

Se oggi l’attività prevalente sull’isola è quella del turismo, un tempo Castellorizo era un’importante sbocco marittimo per i traffici commerciali, e la popolazione residente era sicuramente maggiore di quella presente al giorno d’oggi.

Molte le testimonianze interessanti, come i resti di un castello costruito dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, probabilmente eretto sopra antiche fortezze risalenti alla Grecia classica, di cui resta qualche particolare.

Sebbene non ci siano vere e proprie spiagge sono molte le località dove è davvero piacevole tuffarsi nelle acque limpide e cristalline dell’Egeo. La spiaggia di Sfaghiali è sicuramente la più nota, ma chiedendo a pescatori e in albergo si possono organizzare piacevoli escursioni giornaliere intorno all’isola o nelle vicine isolette, molte delle quali disabitate, che sono un vero e proprio paradiso in terra.

Isola di Patmos

Sebbene Patmos sia un’isola di dimensioni ridotte la sua notorietà è molto elevata, in Grecia come tra i turisti di tutto il mondo, soprattutto perchè l’isola possiede un celebre monastero, e perchè, vuole la leggenda, qui visse uno dei più importanti santi e profeti dell’era cristiana, San Giovanni Evangelista, che proprio qui avrebbe avuto le visioni grazie alle quali comporrà uno dei capitoli più importanti del Vangelo, l’Apocalisse.

L’isola quindi è una meta non solo turistica durante la stagione estiva ma anche nel corso di tutto l’anno per migliaia di pellegrini. Ciò da all’isola quell’atmosfera di devozione e di raccoglimento che è ulteriormente amplificata dalla bellezza dei suoi litorali e di pittoreschi villaggi.

Patmos
Patmos

Tra piccole e grandi spiagge, se ne contano almeno una ventina, l’isola rappresenta la meta ideale per chi vuole godersi i magnifici panorami del Mar Egeo, ed è particolarmente amata dagli appassionati di windsurf per via dei forti venti che soffiano, l’ideale per chi vuol volteggiare tra le onde. Tra le tante attrattive, oltre al monastero, il capoluogo, Chora, ed i piccoli villaggi di Kambos, di Skala e di Grikos.

Ottime opportunità di trovare una sistemazione per soggiornare sull’isola, e diverse taverne dove si possono gustare splendidi e saporiti piatti della cucina tradizionale greca.

Patmos è facilmente raggiungibile dal Pireo con i traghetti che hanno frequenza giornaliera, o con gli aliscafi dai centri nodali del traffico marittimo nel Dodecanneso, Kos e Rodi.

Sull’isola si possono trovare altrettanto facilmente offerte di escursioni verso le selvagge e bellissime isole vicine, da Lipsi a Leros, da Arki a Marathi.

Isola di Agathonisi

Un’isola calma e pacifica, Agathonisi è l’ideale per coloro che sono alla ricerca, per le proprie vacanze in Grecia, del massimo della calma e del Relax. Questa piccola isola, parte dell’Arcipelago del Dodecanneso, offre quei panorami sublimi che solo le isole più piccole e meno trafficate possono ancora offrire.


La si raggiunge, con un po’ di fatica, grazie a voli diretti a Kos, da cui partono quotidianamente aliscafi che raggiungono l’isola in poco tempo. Durante la bassa stagione può essere più difficoltoso raggiungerla a causa del fatto che mare mosso e venti forti possono ritardare partenze ed arrivi.

Mare in Grecia
Mare in Grecia

Sebbene non ci siano molti monumenti da visitare, a parte un paio di piccole chiese, Agathonisi rimane una meta ideale per lunghe passeggiate e per interminabili giornate di spiaggia, mare e sole. Alcune spiagge sono decisamente consigliabili, Agios Georgios, poco distante dal porticciolo dell’isola, ed Ormos Cochilia, bellissima spiaggetta incastonata tra pareti rocciose trapuntate di macchia mediterranea.

Sebbene d’inverno l’isola sia poco abitata, si respira una certa vitalità, soprattutto nei caffè e nelle taverne, dove si può tirare a tardi fino a notte fonda rimirando lo stupendo panorama e socializzando con gli isolani, molto gentili ed ospitali.


Tra le altre attività che si possono svolgere sull’isola, meritano le esplorazioni dei magnifici fondali, ricchissimi di pesce, una delle prelibatezze che potrete trovare nei ristoranti e taverne di Agathonisi, ed un po’ di shopping nei piccoli negozi di souvenir, dove si possono ancora trovare oggetti dell’artigianato locale, tessuti e qualche buona bottiglia di vino da portare con se al ritorno.

Leros Grecia

L’isola di Leros appartiene a quel gruppo di isole della Grecia che ancora non è stata toccata se non in parte dal turismo di massa. Complici una serie di motivi: innanzitutto l’isola è stata per lungo tempo la sede di una delle più grandi istituzioni manicomiali della Grecia, poi, durante l’epoca della dittatura, uno dei luoghi di confino per i dissidenti politici.

Porticciolo di Leros
Porticciolo di Leros

Ciò ha fatto si che Leros godesse di una triste nomea presso i greci, e quindi, di conseguenza, il suo nome apparisse poco o niente sulle guide turistiche e tra le offerte di vacanze in Grecia proposte dalle agenzie di viaggi. Ancora oggi che il manicomio ha chiuso i battenti e che l’isola è stata riscoperta dai visitatori, restano evidenti tracce di questo passato singolare: le comunicazioni sono ridotte, e sull’isola non c’è stato un proliferare di strutture alberghiere e turistiche.

Nonostante le difficoltà Leros resta un’isola affascinante, proprio per il suo essere così refrattaria al turismo di massa. I prezzi restano molto contenuti, sia per il soggiorno che per il mangiare, e spesso ci si può ritrovare a condividere indimenticabili serate con gli abitanti locali in magnifiche taverne sul bordo del mare, con i tipici tavolini verniciati in azzurro posti direttamente sulla spiaggia. Inutile dire che qui si mangia pesce freschissimo, pescato nelle limpidissime acque circostanti che sono una vera gioia per gli appassionati di immersione e per gli amanti della pesca.

Durante l’alta stagione, grazie ai tanti locali che tornano nell’isola in vacanza dalle metropoli del continente, sull’isola si scatena un’interessante vita notturna, animata soprattutto dai giovani.

In bassa stagione Leros è l’ideale per chi vuol godersi in pace e relax mare e paesaggi degni di una cartolina.